
ANGELINO ALFANO
L’attuale ministro della Giustizia Angelino Alfano, al centro di numerose polemiche, è uno degli uomini “giovani” di fiducia del nostro premier. Ma quanto sappiamo veramente di lui? Avvocato, laureato presso l’università del sacro cuore di Milano, è stato dottore di ricerca in diritto dell’impresa (e quale mestiere svolge il suo leader…?), quindi si suppone che abbia pubblicato qualche saggio in materia…o no! Si definisce “un eccellente penalista”, lo definiscono “un eccellente intenditore di pene”. Chi avrà ragione? Vediamo 5 titoli di sue pubblicazioni…
1 PENE AL VENTO
Struggente introspettiva sulla perdita di tempo riguardante i processi, sulla prescrizione e sulla pelle dei milioni di italiani che ancora aspettano giudizio (mentre il ministro si preoccupava del suo Lodo, poi fortunatamente bocciato dalla CC). Insomma, sugli sprechi…con la collaborazione del collega ministro Renato Brunetta, il quale però ha sostenuto in calce che “al vento faceva freddo e ho preferito concentrarmi sull’utilizzo indoor…”
2 PENE: IL PARLAMENTO CHIEDE MAGGIORE DUREZZA
Nonostante la rilettura del testo, avvenuta più e più volte, non siamo riusciti bene a comprendere se si tratti di una invocazione frutto di interpellanza parlamentare riguardante il lassismo di alcune frange della magistratura, oppure di una semplice richiesta di diminuizione delle quote rosa con conseguente “innalzamento” del livello testosteronico in aula…(non si auspica quindi, nel caso, un rientro di Marrazzo nel giro che conta).
3 PENE, DOLORI E IPERTROFIA
Il ministro, che non ha mai nascosto di essere un fan del grande Vittorio de Sica, si è liberamente ispirato al titolo di uno dei suoi più famosi film (Pane amore e fantasia) per dare un senso alla sua pubblicazione più prestigiosa. Vengono, infatti, trattati qui temi scottanti e delicati al tempo stesso, al punto da far sostenere a molte sue colleghe di Montecitorio che “è un problema che riguarda tutti”. Già…pene, dolori e ipertrofia…ma nel senso che troppe regole intasano il nostro sistema di attuazione normativa delle pene (esecuzione), creando disagi morali e fisici ai cittadini e ai carcerati ingiustamente…o si riferiva all’eccessiva mole di politici che trasgrediscono il “politically correct” del buon costume italiano riguardante il sesso, impregnato di vaticanismo?
4 PENE, LA GRAZIA CONCESSA: CONGETTURE E DEBOLEZZE
Lui sì che ha saputo toccare appieno, in questo manifesto dell’arcaico pensiero comunista, il tasto dolente dell’impotenza maschile…Ovviamente parliamo di impotenza di fronte al Potere delle toghe rosse. O forse, secondo la libera interpretazione di uno dei suoi predecessori Mastella, voleva essere una piccola invettiva contro l’eccessivo utilizzo di strumenti extra-giudiziari per estinguere le pene, come l’indulto…
5 PENE, MAFIA E SURREALISMO: UN LEGAME INSCINDIBILE?
Colpito dalle accuse di essere amico di mafiosi (al punto di aver partecipato al matrimonio di uno di questi e di garantire favori ad altri, nella sua terra natìa) Alfano ha voluto sconfessare il pensiero delle malelingue, aprendosi in una dolorosa biografia dai mille risvolti. La mafia non esiste nella realtà (surrealismo), la realtà è un mondo stupendo (mafia) e…c’è posto per tutti in prigione (pene). In questa frase si può racchiudere l’Angelino pensiero…I commenti dei tre interessati:
Mafia: “Non ho mai avuto il piacere di conoscere il ministro”
Pene: “Non ho (abbiamo) mai avuto il piacere di conoscere il ministro”
Buonsenso (surrealista): “Non ho mai avuto il piacere di conoscere il ministro”
E infine il ministro stesso: “Non ho mai avuto il piacere, eppure sono uno che di pene se ne intende”